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martedì 29 ottobre 2019

IL VERDE URBANO: UN PATRIMONIO DA VALORIZZARE E SVILUPPARE ANCHE A MEDA


Se da un lato aumenta la consapevolezza che il verde urbano, in particolare la componente arborea, ha per la qualità della salute e benessere dei residenti un ruolo estremamente importante, dall'altro non possiamo che constatare come l’ amministrazione medese, al pari di molte altre, sinora lo consideri, nella programmazione economica e territoriale, un elemento trascurabile, preso in considerazione solo quando si devono soddisfare standard urbanistici obbligatori.
Si tende ad ignorare come scelte amministrative attente nel settore producano non solo vantaggi climatici e sanitari ma anche occupazionali, sociali, culturali ed immobiliari per ognuno dei quali esiste un’ampia documentazione.
A Meda, le norme che trattano il verde urbano cioè quello proprio dentro il tessuto urbano edificato, sono sinora circoscritte a un solo articolo nel regolamento edilizio (art.69) e a due articoli (51 e 52) del Piano delle Regole del PGT.
Eppure, la legge L.10/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani “ da indicazioni per i comuni con più di 15000 abitanti per valorizzare ed incrementare il patrimonio arboreo cittadino. 
IMPULSI SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ intende promuovere le enunciazioni e gli obblighi di questa legge dello Stato e a tale scopo, indica all'amministrazione un percorso che accetti il confronto, coinvolga i cittadini, le associazioni, l'ente parco e le scuole di ogni ordine e grado, individui le competenze, assegni fondi per le necessarie collaborazioni tecniche e giunga, con intelligenza e raziocinio, alla definizione di un regolamento del verde e alla sua manutenzione.
Di fatto non di rado sono gli stessi cittadini a chiedere di poter essere coinvolti nella gestione del verde, nella sua cura e manutenzione, nel recupero di aree lasciate al degrado e all’incuria.
Ne abbiamo esempi oggi, nell’esperienza degli orti condivisi di via Libertà, nella cura delle aiuole e del parco del quartiere Polo di Meda Sud.
Si tratta di luoghi dove oggi, alcuni cittadini, riuniti in associazione o singolarmente, si prendono volontariamente cura di spazi liberi così come nel recente passato avvenne sull’area della Zoca de’ Pirutit, quest’ultima inserita in un contesto di tutela ambientale.
In questi casi non sempre i provvedimenti adottati dalle amministrazioni rispondono alle esigenze e aspettative dei promotori o alle sollecitazioni delle associazioni ambientaliste e partitiche; capita a volte che le scelte amministrative vadano addirittura nella direzione opposta come nel caso del taglio di una dozzina di alberi in via Seveso nell’agosto del 2016.
Taglio che, oltre alle legittime proteste, indusse Sinistra e Ambiente a presentare in Consiglio comunale la mozione per redigere un regolamento di tutela del verde urbano. Mozione approvata il 15-12-2016 dal Consiglio ma rimasta sinora inapplicata.
L’amministrazione dovrebbe dunque porsi l’obiettivo della protezione del verde nell’area urbanizzata mirando al raggiungimento della condizione suggerita dalla direttiva delle Nazioni Unite UN-HABITAT di 15mq di copertura arborea per abitante, quota necessaria per garantire sufficiente ombra, limitazione d’inquinanti, adattamento agli eventi climatici nel nostro centro abitato.
Potrebbe essere il primo passo cui far seguire interventi sia di grosse sia di piccole dimensioni, per un progetto con successiva realizzazione di un “bosco urbano” sulle residue aree verdi rimaste libere da acquisire al patrimonio pubblico ai sensi della pianificazione della variante al PGT approvata nel 2016.
L’applicazione di quanto previsto nella Legge10/2013, permetterebbe di rispondere efficacemente alla domanda su come è possibile raggiungere ai diversi livelli temporali (annuale, piuttosto che a medio o a lungo termine) gli obiettivi prefissati, allineando le attese delle persone con le esigenze tecniche e finanziarie cui devono far fronte gli amministratori.
Un buon inizio sarebbe di rispettare gli obblighi che la legge 10/2013 impone ai comuni: porre a dimora un albero per ogni neonato e realizzare un bilancio arboreo a fine mandato (art.2).
Purtroppo, anche su questo obbligo, ancora oggi, il Comune di Meda risulta totalmente inadempiente.
 
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