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martedì 29 ottobre 2019

IL VERDE URBANO: UN PATRIMONIO DA VALORIZZARE E SVILUPPARE ANCHE A MEDA


Se da un lato aumenta la consapevolezza che il verde urbano, in particolare la componente arborea, ha per la qualità della salute e benessere dei residenti un ruolo estremamente importante, dall'altro non possiamo che constatare come l’ amministrazione medese, al pari di molte altre, sinora lo consideri, nella programmazione economica e territoriale, un elemento trascurabile, preso in considerazione solo quando si devono soddisfare standard urbanistici obbligatori.
Si tende ad ignorare come scelte amministrative attente nel settore producano non solo vantaggi climatici e sanitari ma anche occupazionali, sociali, culturali ed immobiliari per ognuno dei quali esiste un’ampia documentazione.
A Meda, le norme che trattano il verde urbano cioè quello proprio dentro il tessuto urbano edificato, sono sinora circoscritte a un solo articolo nel regolamento edilizio (art.69) e a due articoli (51 e 52) del Piano delle Regole del PGT.
Eppure, la legge L.10/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani “ da indicazioni per i comuni con più di 15000 abitanti per valorizzare ed incrementare il patrimonio arboreo cittadino. 
IMPULSI SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ intende promuovere le enunciazioni e gli obblighi di questa legge dello Stato e a tale scopo, indica all'amministrazione un percorso che accetti il confronto, coinvolga i cittadini, le associazioni, l'ente parco e le scuole di ogni ordine e grado, individui le competenze, assegni fondi per le necessarie collaborazioni tecniche e giunga, con intelligenza e raziocinio, alla definizione di un regolamento del verde e alla sua manutenzione.
Di fatto non di rado sono gli stessi cittadini a chiedere di poter essere coinvolti nella gestione del verde, nella sua cura e manutenzione, nel recupero di aree lasciate al degrado e all’incuria.
Ne abbiamo esempi oggi, nell’esperienza degli orti condivisi di via Libertà, nella cura delle aiuole e del parco del quartiere Polo di Meda Sud.
Si tratta di luoghi dove oggi, alcuni cittadini, riuniti in associazione o singolarmente, si prendono volontariamente cura di spazi liberi così come nel recente passato avvenne sull’area della Zoca de’ Pirutit, quest’ultima inserita in un contesto di tutela ambientale.
In questi casi non sempre i provvedimenti adottati dalle amministrazioni rispondono alle esigenze e aspettative dei promotori o alle sollecitazioni delle associazioni ambientaliste e partitiche; capita a volte che le scelte amministrative vadano addirittura nella direzione opposta come nel caso del taglio di una dozzina di alberi in via Seveso nell’agosto del 2016.
Taglio che, oltre alle legittime proteste, indusse Sinistra e Ambiente a presentare in Consiglio comunale la mozione per redigere un regolamento di tutela del verde urbano. Mozione approvata il 15-12-2016 dal Consiglio ma rimasta sinora inapplicata.
L’amministrazione dovrebbe dunque porsi l’obiettivo della protezione del verde nell’area urbanizzata mirando al raggiungimento della condizione suggerita dalla direttiva delle Nazioni Unite UN-HABITAT di 15mq di copertura arborea per abitante, quota necessaria per garantire sufficiente ombra, limitazione d’inquinanti, adattamento agli eventi climatici nel nostro centro abitato.
Potrebbe essere il primo passo cui far seguire interventi sia di grosse sia di piccole dimensioni, per un progetto con successiva realizzazione di un “bosco urbano” sulle residue aree verdi rimaste libere da acquisire al patrimonio pubblico ai sensi della pianificazione della variante al PGT approvata nel 2016.
L’applicazione di quanto previsto nella Legge10/2013, permetterebbe di rispondere efficacemente alla domanda su come è possibile raggiungere ai diversi livelli temporali (annuale, piuttosto che a medio o a lungo termine) gli obiettivi prefissati, allineando le attese delle persone con le esigenze tecniche e finanziarie cui devono far fronte gli amministratori.
Un buon inizio sarebbe di rispettare gli obblighi che la legge 10/2013 impone ai comuni: porre a dimora un albero per ogni neonato e realizzare un bilancio arboreo a fine mandato (art.2).
Purtroppo, anche su questo obbligo, ancora oggi, il Comune di Meda risulta totalmente inadempiente.
 
https://photos.google.com/share/AF1QipMZ7Qh_4Mjfi79kbeDbCcbmeOHciETCTl1vtOgdQPosRNirXjBHAQPz631TiI0vCg/photo/AF1QipN7TuVFZ7bUFGNQJwuQqANdAsQ1M9SRwfbuiSQy?key=NUFpbDY3TjgxQlhISmNPV1hYT3Rvc0daX3g5MmN3

venerdì 27 settembre 2019

IMPULSI-SOSTENIBILITÀ E SOLIDARIETÀ TORNA A CHIEDERE AZIONI CONCRETE ALL’ AMMINISTRAZIONE PER TUTELARE AMBIENTE E VIVIBILITÀ


Sono passati alcuni mesi dall’incontro del 29 aprile 2019 tra il gruppo di IMPULSI- SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ con il Sindaco Luca Santambrogio e gli assessori Bonacina e Mariani.
All’oggi nulla è dato di conoscere a noi e ai cittadini medesi sull’invito, fatto da IMPULSI all’amministrazione medese, a cogliere le opportunità, che i tempi e le risorse attuali favorirebbero, per portare a compimento, a beneficio della collettività, quelle questioni da troppo tempo in sospeso - fruizione del parco di Villa Traversi e della Zoca dei Pirutitt, istituzione del museo del mobile, accorpamento di un’area verde al PLIS GruBria e controllo del ciclo dei rifiuti
È giunto dunque il momento per chiedere una verifica rispetto alle azioni allora proposte dal nostro gruppo.
In data 26-9-019 abbiamo dunque protocollato una richiesta d'incontro al Sindaco Luca Santambrogio e agli assessori alla partita.
In particolare, ci soffermiamo sulla richiesta, giudicata percorribile dall’Amministrazione, di inserire l’area verde del quartiere Meda Sud nel Parco Locale Sovraccomunale (PLIS) GruBria, nato dalla fusione di due PLIS – il Grugnotorto Villoresi e il Brianza Centrale.
Purtroppo, alla data attuale, ci risulta che non sia stata ancora intrapresa alcuna azione utile ad avviare l’iter d’inclusione nel PLIS.
Un’inclusione che creerebbe le condizioni affinché anche quest'area, confinante con i terreni del parco sovraccomunale con i quali condivide caratteristiche , inquadramento e classificazione nel Piano Territoriale Coordinato Provinciale (PTCP), possa essere  efficacemente protetta contro minacce di urbanizzazione ed usi impropri, divenendo nei fatti uno spazio verde collettivo per la cittadinanza.
Non si può oltretutto dimenticare che la provincia di MB continua a mantenere il triste primato di provincia d’Italia più cementificata, con un consumo di suolo pari, nel 2019 (rapporto ISPRA) al 40.98 % e con il Comune di Meda che nel 2018 aveva il 51,80% del suo suolo urbanizzato.
Un dato il cui significato per Meda è drammatico: estrapolando la porzione boschiva collinare, per buona parte inserita nel Parco Regionale Groane-Brughiera, la superficie comunale nel parte più pianeggiante risulta, fatto salvo residui e interclusi fazzoletti (in via Manzoni, in via Indipendenza, in via Trieste, e a Meda sud) , ormai completamente urbanizzata o con previsioni edificatorie approvate nel PGT.
Rimangono piccoli spazi, completamente circondati dal cemento, la cui acquisizione al patrimonio pubblico è prevista con la Variante al PGT applicando la perequazione cioè l’acquisto di volumetrie aggiuntive da utilizzare su altre ambiti.
Insomma, lo stato di fatto è sconfortante ed è per questo che è necessario salvare e tutelare l’area di Meda Sud inglobandola nel PLIS GruBria.

La mappa che mostra la situazione medese

Meda 26-09-019

IMPULSI- SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ

sabato 18 maggio 2019

IMPULSI-SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ CHIEDE DOCUMENTAZIONE AL PARCO REGIONALE GROANE-BRUGHIERA E AL COMUNE DI MEDA SULLA RIMOZIONE DELLA DIFFORMITÀ DEI CONFINI DEL PARCO

Come anticipato all'amministrazione medese nell'incontro del 29-4-019, il gruppo IMPULSI-SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ ha inviato a mezzo PEC una richiesta di informazioni e di documentazione riguardanti le azioni intraprese dal Comune di Meda per correggere la difformità dei confini del Parco Regionale Groane-Brughiera rispetto alla perimetrazione del PLIS Brughiera e allinearli.
Si tratta di una criticità emersa nel giugno 2018 di cui s'è ne è occupata anche Sinistra e Ambiente - vedi il post: A MEDA I CONFINI DEL PARCO REGIONALE NON COINCIDONO ESATTAMENTE CON QUELLI STABILITI DAL CONSIGLIO COMUNALE  .
Ultimamente, rispondendo ad un'interrogazione consiliare del Polo Civico, l'amministrazione aveva esplicitato, in data 31-1-019, di aver coinvolto al proposito l'Ente Parco Groane-Brughiera che a sua volta aveva espresso la possibilità di far effettuare la rettifica attraverso una procedura concertata con gli uffici di Regione Lombardia.
E' passato del tempo ed è quindi ora opportuno ritornare sull'argomento chiedendo informazioni chiare ed esaustive, la necessaria documentazione atta a certificare le azioni effettivamente intraprese dall'amministrazione e dall'ufficio comunale preposto e augurarsi che l'iter regionale sia formalmente avviato.
La richiesta è stata protocollata il 2-5-019 sia al Comune di Meda sia all'ente Parco Regionale Groane-Brughiera.


mercoledì 8 maggio 2019

IMPULSI-SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ HA INCONTRATO L'AMMINISTRAZIONE MEDESE E DISCUSSO DI PROPOSTE E CRITICITÀ



Lunedì 29-04-2019, nel palazzo comunale, si è svolto l’incontro tra i portavoce di IMPULSI-SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ e l’amministrazione medese, presente con il Sindaco Luca Santambrogio e gli Assessori Andrea Bonacina e Fabio Mariani. 
L’incontro era stato richiesto da IMPULSI-SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ per un’interlocuzione su proposte e criticità medesi.
La proposta di aggregare un terreno libero di Meda Sud al PLIS Brianza Centrale è stata valutata complessivamente come praticabile da parte del Sindaco, che condivide anche le finalità di tutela di quest’area residua, contigua al PLIS Brianza Centrale. 
Una superficie, che seppur minima (vedi sopra), è comunque classificata nel PTCP provinciale come Area Agricola Strategica e inserita nella Rete Verde.
C’è un impegno da parte dell’amministrazione ad agire e ad avviare in tempi brevi l’iter con le iniziali e dovute comunicazioni al PLIS Brianza Centrale e/o con il neonato PLIS unificato Brianza Centrale - Grugnotorto (GruBria).
Sarà anche necessaria la verifica di un Piano Attuativo su area limitrofa che ha ancora un anno di vigenza.
IMPULSI - SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ ha chiesto espressamente di essere costantemente informata rispetto alle azioni che l’Amministrazione medese intraprenderà.
Sulla possibilità di definire con la proprietà privata l’apertura e la fruizione del Parco di villa Traversi, l’amministrazione ha giudicato superata e non più applicabile la vecchia e mai attuata convenzione degli anni ’80.
Per il parco servirebbero, a detta degli amministratori, adeguamenti e manutenzione arborea consistente ragion per cui l’intenzione è di utilizzare Bandi, sia di fondazioni sia regionali, per accedere a finanziamenti. 
Quella della partecipazione ai bandi per ottenere fondi utili a intervenire sul patrimonio costituito dal Parco di villa Traversi è una strada già percorsa, senza risultato, nel 2013. 
Si trattava allora del bando di Fondazione Cariplo “Valorizzare il patrimonio culturale attraverso la gestione integrata dei beni” con il Comune di Seveso a far da capofila e con Barlassina, Meda e la Parrocchia di Cogliate come partner. 
La strada dei bandi non è evidentemente semplice da percorrere poiché richiede un loro monitoraggio costante per censire le opportunità di finanziamento offerte nei settori tematici e una adeguata e consolidata esperienza nella presentazione progettuale.
Per la Zoca dei Pirutitt e il proposito di aprire con la proprietà privata un tavolo di discussione onde  trovare soluzioni di fruibilità e mantenimento ambientalmente compatibili, c’è attendismo e scarsa convinzione.
Dopo il contenzioso legale, rapporti pessimi con la proprietà rendono complicata l’interlocuzione tra soggetto pubblico e privato.
Certo servirebbe perlomeno provarci coinvolgendo anche l’ente gestore del Parco Regionale Groane-Brughiera di cui l’area fa parte.
Su questo punto l’amministrazione non esclude comunque di provarci, senza però definire delle tempistiche di azione.
Per quanto riguarda l'introduzione del sacco blu microchippato, i numeri a disposizione dell’amministrazione mostrano un aumento della percentuale di raccolta differenziata con un picco iniziale attorno al 70% ora stabilizzatosi attorno al 65%, con un incremento particolare sulla carta.
IMPULSI ha fatto notare la mancata distribuzione di un documento informativo e d’istruzioni multilingua, utile a facilitare la comprensione del nuovo sistema di raccolta alle persone e ai nuclei di differente nazionalità.
Servirà inoltre capire e sapere se l’intera frazione differenziata è  indirizzata all’effettivo riuso.
Su quest’argomento, IMPULSI si propone di avviare analisi di approfondimento.
Abbiamo interpellato i presenti anche sul tema del museo del mobile, per quanto l'argomento non fosse previsto nella richiesta d'incontro. Riteniamo questa istituzione, come formulata e strutturata anni fa anche dall'allora assessore Santambrogio (museo diffuso etc), un'occasione importante ed utile per il comune di Meda per i motivi elencati nell'articolo ad esso dedicato nel blog. Abbiamo colto un interesse non solo nella persona, prevedibile, del sindaco, ma soprattutto nell'assessore Mariani, il quale pur non entrando in particolari, attraverso la sua esposizione ci ha dato modo di apprendere come la questione fosse già oggetto di approfondimento e di valutazioni da parte loro. Per parte ns abbiamo ribadito come, ancora oggi, Meda rappresenti un unicum nel suo genere per la presenza di industrie, artigianato e CFP; a memoria e a sostegno di queste competenze che l'amministrazione dovrebbe, secondo noi, proporre a tutti gli attori coinvolti l'opportunità di dotarsi di un museo che non sia, come espresso anche da Mariani, che ha tra l'altro citato il lavoro svolto nel recente passato da uno dei proponenti, una semplice esposizione di oggetti.
Nell'incontro c'è stato anche in uno scambio d’informazioni concernenti la difformità dei confini del Parco Regionale Groane-Brughiera rispetto all’originaria perimetrazione del PLIS e a quanto definito nelle delibere consiliari.
Situazione che esclude alcune piccole porzioni dalla tutela regionale (vedi sotto).
La mappa webgis con le aree più evidenti escluse dalla tutela regionale per difformità di confini 
(verde PLIS, arancio Regionale)
L’amministrazione ha ribadito (come già risposto ad una interrogazione consiliare) di aver attivato le necessarie comunicazioni per la correzione e l’allineamento dei confini.
Il gruppo IMPULSI ha annunciato una doppia azione di richiesta d’informazioni e documentazione nei confronti dell’Ente Parco Regionale e dell’Amministrazione medese atto a verificare l’effettivo avanzamento dell’iter correttivo.
La richiesta è stata protocollata il 2-05-019.

Meda 8-5-019
IMPULSI-SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ

sabato 6 aprile 2019

IMPULSI-SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ SOLLECITA L'AMMINISTRAZIONE PER L'INCONTRO CHIESTO A FEBBRAIO


Sono quasi 2 mesi da quando il gruppo IMPULSI-SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ ha depositato al protocollo una richiesta di incontro con il Sindaco di Meda Luca Santambrogio, l' Assessore ai Lavori Pubblici, Programmazione del Territorio Andrea Bonacina e l'Assessore alla Cultura, Programmazione Economica, Ambiente, Attuazione del programma Fabio Mariani.
Era il 12-2-2019.
All'oggi, pur avendo letto sulla stampa locale dichiarazioni di disponibilità del Sindaco, ancora nessun riscontro, nessun contatto è arrivato dagli amministratori medesi.
Abbiamo pertanto protocollato una nuova richiesta con un sollecito.
Verificheremo nei fatti se esiste o meno la volontà dell'Istituzione per un confronto sulla volontà di tutelare l'ambiente e il territorio.

Inviata a mezzo PEC e protocollata il 28-3-019 

Att.ne
-Sindaco di Meda LUCA SANTAMBROGIO
-Assessore ai Lavori Pubblici – Programmazione del Territorio ANDREA BONACINA
-Assessore alla Cultura, Programmazione Economica, Ambiente, Attuazione del programma
  FABIO MARIANI

Oggetto: richiesta di incontro

In data 12-02-019 abbiamo protocollato una richiesta di incontro con Sindaco e Assessori alla partita.
Era ed è nostra intenzione argomentare e dialogare su alcune proposte che abbiamo per sommi capi illustrato nella stessa comunicazione.
Quanto da noi scritto è stato anche ripreso dalla stampa locale (Il Cittadino e Il Giornale di Seregno) oltre che da alcuni siti web.
Proprio nell’articolo de Il Cittadino del 23-02-019, vengono riportate le parole del Sindaco che assicuravano l’accoglimento della richiesta d’incontro trovando una data condivisa affinché possano presenziare anche gli Assessori.
Per questo, ci permettiamo di avanzare un promemoria e un sollecito rinnovando la nostra richiesta affinché ci si possa quanto prima incontrare.

Restando in attesa di cortese riscontro

I portavoce di IMPULSI-SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ

Gianluigi Cambiaghi
Alberto Colombo

giovedì 14 febbraio 2019

IMPULSI-SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ CHIEDE UN INCONTRO ALL'AMMINISTRAZIONE MEDESE PER CONFRONTARSI SU ALCUNE PROPOSTE DEL GRUPPO


Il gruppo IMPULSI-SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ, il 12-02-019, ha protocollato e inoltrato a mezzo Pec una richiesta di incontro al sindaco di Meda, Luca Santambrogio, all'assessore ai Lavori Pubblici – Programmazione del Territorio, Andrea Bonacina e all'assessore alla Cultura – Programmazione Economica – Ambiente – Attuazione del programma, Fabio Mariani.
Nell'avviare la propria attività, il gruppo intende iniziare un confronto con l'Amministrazione partendo da alcune proposte riguardanti peculiarità e problematiche del territorio cittadino.
Per questo il testo inviato chiede di discutere sulla tutela delle residue aree libere nel quartiere Polo (o Meda Sud), d'una fruizione del Parco di Villa Traversi a mezzo convenzione, della Zoca dei Pirutit.

Inviato a mezzo Pec e protocollato il 12-2-019

Meda 12-02-019

Att.ne
-Sindaco di Meda LUCA SANTAMBROGIO
-Assessore ai Lavori Pubblici, Programmazione del Territorio ANDREA BONACINA
-Assessore alla Cultura – Programmazione Economica, Ambiente, Attuazione del programma FABIO MARIANI

Oggetto: richiesta di incontro

PREMESSA: CHI SIAMO

IMPULSI – SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ è un Movimento politico nato per favorire  l’attività sociale e politica a Meda con idee e proposte basate sui principi della SOSTENIBILITÀ ambientale e della SOLIDARIETÀ sociale
Ulteriori informazioni, proposte e riflessioni di  IMPULSI – SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ sono disponibili sul blog: https://impulsi-sostenibilitasolidarieta.blogspot.com/

Con questa premessa che sintetizza chi siamo e quali sono i principi della nostra attività, siamo a chiedere un incontro con Sindaco e assessori alla partita per illustrare, argomentare e dialogare su alcune proposte  che poniamo all’attenzione di questa amministrazione, anche per avviare un confronto con il livello Istituzionale del nostro comune.

ADERIRE AL PLIS BRIANZA CENTRALE includendovi una area verde del quartiere Meda Sud.
Diverse Comuni hanno avuto modo di approfittare di questa realtà che una ventina di anni fa ha salvato i seregnesi dal degrado totale dell’espansione senza freni della loro città. L'amministrazione seregnese di allora decideva di tutelare superfici libere a vantaggio degli abitanti e delle generazioni a venire. Una scelta che ha pesato e pesa molto positivamente sulla qualità della vita dei seregnesi di oggi, che possono, usando la bici o anche solo le proprie gambe, fruire dei grandi spazi verdi della Porada o del Meredo o di altri quartieri.
Quella decisione di tutela fu coraggiosa e lungimirante ed era stata pensata aperta all'ampliamento del perimetro includendo anche spazi liberi dei Comuni confinanti.
Il parco sovracomunale della Brianza Centrale indicava una strada, ma nella Brianza dei campanili in competizione, nonostante gli sforzi di associazioni e comitati, quella strada è ancora da percorrere.
Purtroppo le amministrazioni medesi non hanno mai concretizzato la tutela delle residue aree di verde fuori dalla zona collinare, affiancandole a quelle seregnesi ad ampliamento di un Parco esistente. Nella nostra città si è preferito cementificare i campi ai confini di Ceredo e Meredo, e non solo, in cambio di entrate per pronto consumo.
Oggi non restano che pochi fazzoletti di terra contigui o prossimi ai confini del PLIS Brianza Centrale.
La nostra proposta all'amministrazione è quella di decidere ed agire con i necessari passaggi nel senso della tutela di queste residue superfici, accorpandole al PLIS Brianza Centrale.
Le forme possono essere  poco dispendiose e si possono considerare anche microaree che sopravvivono qui e là (brughiera a parte evidentemente), non necessariamente contigui.

IL PARCO DI VILLA TRAVERSI
A metà degli anni Ottanta, l'amministrazione di allora stipulò con la famiglia Antona Traversi una convenzione per l'apertura al pubblico e la fruizione del parco della omonima villa. Quella convenzione, stipulata e quindi entrata in vigore non trovò mai effettiva attuazione perché l'amministrazione non onorò l'impegno di dare sistemazione a percorsi, manutenere alberature e arredi,  occupandosi di quanto necessario per rendere fruibile un parco urbano.
Ai giorni nostri una apertura e una fruizione del parco di Villa Traversi risulterebbe molto utile data la progressiva e drastica riduzione degli spazi verdi raggiungibili a piedi e lo svuotamento del nostro centro storico. Va considerato poi che la zona di Villa e Parco Traversi potrebbe essere il fulcro attrattivo dell’intero centro storico, che ore versa in condizioni di pesante criticità, consentendone una riqualificazione, anche con l’istituzione delle “aree ambientali” a traffico limitato o ciclopedonali così come enunciato nel Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU).
Ora è il caso che l'amministrazione che guida la città provi a rinnovare, oltre trent'anni dopo, il tentativo, con intenzioni più serie di allora, di concludere un accordo nello stesso spirito di collaborazione di un tempo.

LA ZOCA DE' PIRUTITT
Sono note a tutti le vicende giudiziarie che hanno portato all'abbandono della Zoca de' Pirutit, restituita alla natura rispetto a come è stata conosciuta dai medesi.
La proprietà ha interrotto, ogni rapporto con l'istituzione e con chi quello spazio e le strutture connesse aveva organizzato e curato. La Zoca è stata per diversi decenni: luogo di ritrovo quotidiano per molti, di aggregazione per amici di ogni giorno e per coloro che vi si recavano saltuariamente, di sosta durante passeggiate brevi e lunghe arrivando dalla città o dai sentieri della brughiera. È stato anche il luogo per molti insegnanti di educare i bambini alla scoperta della natura. La vita quotidiana in quel luogo, il costante lavoro di manutenzione dei molti volontari che vi si dedicavano ogni giorno e strutture e arredi che la costituivano non offendevano il contesto più selvatico che la circondava.
Ora l'amministrazione potrebbe, anche in questo caso, almeno "provarci" a confrontarsi con la proprietà, avendo in mente una qualche forma di ritorno a ciò che era, cercando di ragionare con essa su cosa sarebbe possibile fare e a quali condizioni.
Certamente non sono pensabili  scambi con un impatto negativo sulla natura di quel luogo e della brughiera intorno, ora finalmente tutelata da un Parco Regionale e con la necessità del coinvolgimento di un ente dalla cui volontà non si potrà prescindere. 
La proposta è quindi per un tentativo di approccio Comune-Proprietà che restituisca quel luogo per ciò che era, anche se magari, forse necessariamente, in forme giuridicamente e concretamente diverse ma comunque sostenibili.

Cogliendo l’occasione, vorremmo poi evidenziarvi alcuni suggerimenti sull’introduzione del sacco microchippato e fare un punto di massima sull’argomento autostrada Pedemontana Lombarda.

Restando in attesa di cortese riscontro

I portavoce di IMPULSI-SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ

Gialuigi Cambiaghi e Alberto Colombo

La localizzazione dei punti su cui  IMPULSI-SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ chiede un confronto all'Amministrazione.




lunedì 12 novembre 2018

APPUNTI PER MEDA

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A un anno e passa dall'insediamento della nuova Amministrazione Comunale verrebbe da dire che in qualche modo non ce ne siamo accorti. 
A parte intenzioni e vicende amministrative che si possono definire fisiologiche, necessarie o quasi alla vita stessa di un Ente che deve prendersi cura della comunità che governa, il quasi zero pensiero sulla Meda che vorremmo non depone a favore di una maggiore fiducia sul futuro. 
A meno di smentite con dati di realtà, che all'orizzonte però non si intravedono. Non prendendo per buono il lungo elenco di belle intenzioni del programma elettorale – lo stile di riempirlo di desideri che nulla hanno spesso a che fare neppure con le funzioni di un comune, in verità vale ormai  per tutte le parti politiche – non si poteva prendere troppo seriamente neppure la sua trasposizione nel programma di mandato all'avvio in Consiglio, e neppure i più modesti e realistici documenti di programmazione economica e finanziaria. 
E però è quasi calma piatta, e certo non servono a ravvivare questa percezione dei cittadini oltre il recinto di Piazza Municipio vicende consiliari, regolamentari, commissioni varie, piani e programmi più o meno obbligatori e mozioni più o meno tenute sotto controllo.
È vero che la vita di una istituzione come il Comune è oggi per molti motivi quanto mai difficile, per ragioni di contesto, perché per molti versi è inadeguata ai tempi e ai ritmi dei nostri giorni, perché può contare su poche risorse rispetto alle cose da fare (seppure quello di Meda è messo relativamente meglio di molti altri della zona), perché norme di ogni genere impediscono perfino un approccio razionale a cosa è possibile fare e cosa no, ecc. ecc.. Il sindaco probabilmente lo sa, non solo perché  può contare su una ormai lunga esperienza di amministratore, ma anche perché dentro una siffatta istituzione ci lavora.
Pure, nonostante i dazi politici da pagare per alleanze o linee ideologiche dettate dall'alto, che pesano molto, e tutti i motivi che spingerebbero ancora di più all'immobilismo,  ci sarebbero strade da imboccare e cose importanti da fare anche per un Comune in difficoltà e che non può fare molto per cambiare radicalmente la vita dei medesi. 
Dovrebbe però decidersi a fare cose importanti per la città, non fosse altro per non rassegnarci tutti quanti a raccogliere solo il peggio dei veleni che da venti-trentanni a questa parte sono stati seminati a piene mani – artefice in primo luogo la Lega, ma certo non solo lei - e che ammorbano la nostra esistenza di oggi, e per non lasciare alle più giovani generazioni un futuro di sole macerie.
Non ci chiameremo Impulsi se non dovessimo essere anche propositivi, e così chi vuole, oltre al “manifesto” del gruppo che si trova su questo blog, agli scopi e ai valori irrinunciabili che ci hanno mosso ad avviarlo, chi vuole può anche trovare  proposte, percorribili e rivolte a chi può raccoglierle, e ovviamente in primo luogo a chi ha ricevuto un mandato dai medesi ad amministrarli per quanto riguarda le funzioni del Comune, senza che da cittadini si possa pretendere troppo senza dare, ma certo al meglio delle possibilità.

SULLA CULTURA

Partiamo dalla cultura per cominciare con le proposte. 
Non perché noi di Impulsi non sappiamo che le questioni vengono prima di quelle della "morale", ma perché sappiamo anche che c'è da tempo una proposta che può e deve trovare finalmente forma compiuta a Meda, e per i medesi. 
Ricircola sempre l'idea di dare finalmente - se ne parla da moltissimi anni - alla città di Meda quella che sarebbe la sua istituzione culturale più importante, il Museo del Mobile.
Il Sindaco, da assessore alla cultura, ebbe a presentare nel 2009, insieme al suo autore, un'articolato progetto culturale di ampio respiro sul museo da realizzare, in vista di dargli forma esecutiva e avviare finalmente l'iter per renderlo concreto. 
Poi ci fu il cambio di amministrazione e anche se quel progetto è stato poi acquisito a catalogo da BrianzaBiblioteche, quindi da tutti consultabile, non se ne fece più niente. Ora, a quasi dieci anni passati inutilmente da quella data, l'assessore Santambrogio diventato sindaco ha l'opportunità di riprendere quel progetto e farlo davvero proprio, evitando soprattutto che nasca una qualche istituzione, o peggio un luogo fisico, minuscola, modesta e riduttiva rispetto a quello che la città meriterebbe. 
Meda ha bisogno e merita finalmente quella istituzione culturale che, più di ogni altra, può mostrare alle future generazioni di medesi e allo stesso tempo anche al Mondo, ciò che la città è stata ed è capace di fare nell’ambito della lavorazione del legno, del mobile e dell’arredamento: un museo all’altezza del prestigio della sua tradizione mobiliera.
Ci pare quindi necessario che l'Amministrazione, considerato anche che lo studio approfondito lo ha già in mano, ritenga venuto il momento di considerare tempi, definire risorse e  soprattutto prendere decisioni, sperando almeno che il tempo sprecato in questi anni dai precedenti amministratori abbia lasciato intatte le intenzioni di un tempo dell'assessore Santambrogio. e che le decisioni non siano frutto di una qualche visione da cortile che per lunghi tratti degli ultimi trent'anni ha colpito gli amministratori della città.
Ci aspetteremmo quindi un museo del mobile all'altezza di quello che sanno essere i grandi musei dei nostri tempi, evitando, per favore, che sia solo palazzo Mascheroni, o qualsiasi altro luogo che contenga solo “pezzi da museo” o, peggio, un deposito polveroso di oggetti raccolti e messi lì in bella mostra. Insomma una istituzione culturale nelle forme di un passato ormai ovunque lontano.
E ovviamente immaginiamo che imboccando questa strada, comunque lunga, non tutto sarà in discesa, fin dall'inizio, per il Sindaco. 
Non saranno in pochi a chiedergli perché impiegare tempo e risorse - prevedibilmente cospicue, anche ottenendo finanziamenti pubblici e, si spera, cospicui apporti privati dalle industrie medesi - per creare una istituzione culturale che anche quando dovesse diventare prestigiosa e funzionare al meglio, richiederebbe un costante e notevole sforzo economico. In fondo, a chi può interessare un museo del mobile a Meda?  L’istituzione museo non è certo in cima alle infrastrutture o ai servizi che la gente ritiene importanti per costruire un futuro migliore!
La risposta che interessa "ai medesi!” potrebbe anche essere immediata, ma non basterà ai critici una generica predisposizione d’animo, considerato che certamente l’istituzione di un museo richiede tempo, fatica e un dispendio di risorse economiche non indifferente. Si deve loro, necessariamente, una risposta fondata allora su interessi reali.
Per far comprendere quanto il museo del mobile possa avere valore per la nostra città non sarebbe in verità necessario fare valutazioni solo in termini economici e finanziari, di rapporto costi-benefici, che pure per altri versi sono la misura di un interesse pubblico alla buona gestione, da tenere sempre in considerazione. I buoni governanti  di qualunque livello istituzionale saprebbero indicare la strada da prendere senza dare troppo peso alle facili critiche, ma di costoro se ne vedono molto pochi in giro di questi tempi.
Ci sono infatti componenti immateriali essenziali per una comunità, perfino per la sua esistenza, e che sono del tutto evidenti. 
Un museo può avere in primo luogo valore "identitario" - ovviamente non nel senso becero che va tanto di moda e che serve a raccattare voti facilmente - e svolgere funzioni educative per vecchie e nuove generazioni, aggiungere sempre e comunque elementi positivi a quell’insieme che per una comunità si può definire “qualità della vita”.
Il museo del mobile di una città come Meda servirebbe a declinare ed esplicitare a tutti le virtù di questa città, i suoi “meriti”, la sua storia, concetti che valgono di per sé, senza necessità di ragionamenti e confronti di idee, apoditticamente, almeno per chi li sente propri. Una funzione che peraltro non potrebbe essere più "pubblica" di così, ossia che non può non riguardare tutti.
Ma il museo interesserebbe anche un grande numero di "privati", che godrebbero dei molti vantaggi indiretti che un museo come quello medese potrebbe produrre: dai visitatori (un mondo ampio e variegato) ai concessionari di servizi aggiuntivi, dagli esercizi medesi interessati alle ricadute del turismo culturale agli sponsor che agiscono per motivi commerciali, dai clienti dei molti servizi che il museo può generare alle comunità scientifiche e professionali di tutto il mondo.
La città ama autorappresentarsi e viene rappresentata sui media, nelle copertine e nelle pagine locali come in quelle specializzate, per i suoi mobili, in particolare negli ultimi cinquant'anni per il design delle firme più prestigiose e delle aziende più rappresentative. Ma anche per la sua filiera completa - che altri non hanno - per il restauro, ecc. 
Un museo che parli della cultura del mobile, del legno e dell’arredamento, in tutte le forme ed espressioni che sappiamo non meno che per gli aspetti della cultura immateriale, rappresenterebbe la vera vetrina del patrimonio culturale ereditato dalla città.
Questa parte del patrimonio, seppure importantissima, è stata finora assai poco considerata nel suo valore a tutto vantaggio delle testimonianze artistiche e architettoniche. 
Sarebbe tempo che un museo cominciasse a valorizzare e promuovere questa eredità e le sue molte forme distintive, giocando così un ruolo essenziale anche per il futuro produttivo.   
Un marchio, vero e unico, che potrebbe accompagnare tutta la comunità medese nel futuro, mettendo in moto anche processi destinati a qualificare l’avvenire della città.
Un museo del mobile può mettere in moto con altre realtà culturali organizzate logiche di sistema impensate e può essere fondamentale luogo e strumento di mediazione di interessi diversi. Il museo potrebbe essere soprattutto lo spazio dove combinare i saperi fino a produrne di nuovi, i saperi dei medesi più anziani insieme a quelli dei "nuovi medesi", tali o perché giovani generazioni o perché persone che vengono anche da molto lontano o dalla Grande Milano, persone che si affacciano tutte quante alla città e chiedono di comprenderla meglio per meglio integrarsi. 
Quest’ultima sembra parola difficile di questi tempi ma in fondo è anch'essa un'impresa possibile: non sono stati pochi, né sono poco significativi gli esempi di chi, venendo da fuori, ha saputo combinare con successo il proprio modo di essere con ciò che di meglio poteva imparare dalla città del mobile.
Un museo potrebbe essere lo strumento per rimanere aperti al mondo che cambia. 
Un luogo d’incontro e passaggio di persone provenienti da ogni dove, accomunate dall’interesse per la nostra città e per la sua cultura produttiva. Il miglior antidoto contro quelle paure dell’incognito futuro che potrebbero spingere molti – non tanto i numerosi imprenditori e operatori medesi che ogni giorno vendono dappertutto, quanto le generazioni a venire - a rinchiudersi in visioni anguste e in un mondo tutto loro, sempre più piccolo, un piccolo mondo antico di oggi,  destinato davvero a soccombere se dovesse chiudersi su se stesso. Anche per questo è utile fare un museo.

IL VERDE, L'AMBIENTE
Anche dal verde, dalla sua tutela non meno che dalla sua fruizione, per cominciare con le proposte. 
Anzi, per proporre di ricominciare, riprendendo fili importanti che sono stati lasciati lì da molto tempo, in qualche caso senza neppure percorsi avviati e tanto meno risultati, di cui oggi sarebbe pure importante che i medesi potessero godere. E non godono.
Intendiamoci, di proposte nella direzione di una migliore sostenibilità e qualità della vita alle varie amministrazioni che si sono succedute in questi decenni ne sono state fatte diverse, ma per lo più esse sono state accolte con insufficiente o nessuna attenzione, almeno rispetto alle possibilità che avevano di diventare concrete. 
Non mancano peraltro ancora oggigiorno azioni, consigli, pareri e suggerimenti da parte di chi ha maggiormente a cuore i temi della sostenibilità della crescita, come alcune recenti e ancora sul tavolo, sul traffico e la mobilità, o quelle connesse a Pedemontana e a talune opinabili scelte urbanistiche. 
Tuttavia, nel solco di una significativa logica di continuità con il passato, permane nella realtà l'insufficiente attenzione a certi temi da parte di chi è chiamato oggi a fare scelte importanti amministrando la città.
Senza trascurare di mettere sotto la lente di ingrandimento le intenzioni e le decisioni dell'amministrazione in corso e di quelle future, per dare anche il nostro contributo alla Meda che vogliamo ci sembra però giusto, intanto, suggerire che si faccia almeno una riflessione sulle molte decisioni importanti che in passato non si sono prese per cercare, ove possibile e seppure con molto ritardo, di fare cose utili per i medesi. 
Ogni tanto non è male tornare con lo sguardo al passato, anche lontano, e cercare di riprendere la strada giusta che al momento si era abbandonata. 
Fra le molte cose importanti che hanno preso una piega decisamente sbagliata ne riproponiamo alcune  all'amministrazione di oggi, pur consapevoli che nessuno restituirà ai medesi gli anni persi e le cose perdute. 
Tre temi sui quali suggeriamo agli amministratori medesi di oggi di provare almeno a ricominciare da dove eravamo rimasti.

ADERIRE AL PLIS BRIANZA CENTRALE

In primo luogo è il caso di dire che dovremmo ripartire dal Parco della Brianza Centrale. 
Diverse le amministrazioni che hanno avuto modo di approfittare di questa importante realtà che intorno a una ventina di anni fa ha salvato i seregnesi dal degrado totale dovuto all'espansione senza freni della loro città. Accadeva da anni ciò è continuato a succedere intorno, Lissone insegna più di tutti, e a quel punto l'amministrazione seregnese di allora decideva di fermarsi a vantaggio delle nuove generazioni. Con tutti i distinguo e le considerazioni critiche che si sono potute e si possono fare, quella decisione ha pesato e pesa molto positivamente sulla qualità della vita dei seregnesi di oggi, che possono, usando la bici o anche solo le proprie gambe, fruire dei grandi spazi verdi della Porada o del Meredo o di altri quartieri.
Quella decisione di tutelare le aree urbane non ancora cementificate fu coraggiosa e soprattutto lungimirante per il fatto che era stata pensata aperta all'ampliamento delle aree tutelate a tutte quelle  che i comuni confinanti avessero voluto aggiungere. Il senso di voler chiamare parco sovracomunale quelle aree e intitolarle a parco della Brianza Centrale stava tutto lì. Indicava una strada, ma nella Brianza dei campanili in competizione, e nonostante gli sforzi di associazioni e comitati sorti in diversi comuni, quella strada a distanza di venti anni non è stata intrapresa. Anzi le aree tutelate hanno avuto non pochi nemici all'interno della stessa Seregno.
Men che meno è stata mai nel programma delle amministrazioni medesi l'idea di tutelare le residue aree di verde, affiancandole a quelle seregnesi ad ampliamento di un Parco esistente. Così nella nostra città si è preferito cementificare i campi ai confini di Ceredo e Meredo, e non solo, in cambio di entrate per pronto consumo. Il danno di certe scelte lo stiamo già pagando e oggi non restano che alcuni fazzoletti di terra ai confini delle aree verdi che Seregno mantiene e tutela e molti medesi frequentano.
Ora la nostra proposta all'amministrazione non può non essere quella di decidere finalmente e in fretta nel senso della tutela di questi "fazzoletti" ai confini col parco. Le forme possono essere  poco dispendiose e la tutela può essere ampliata ad altri fazzoletti di terra che sopravvivono qui e là (brughiera a parte evidentemente), non necessariamente contigui. Sarebbe finalmente un segnale concreto, l'unico che conta davvero, di una inversione di tendenza che si attende da anni.
Altre due proposte guardano al passato, ma in questo caso nelle mani dell'amministrazione medese sta soprattutto la volontà di prendere l'iniziativa, prima ancora di poter decidere nel merito, per avviare con alcune proprietà private un possibile dialogo per dare/ridare al godimento dei cittadini luoghi importanti. Parliamo di luoghi che permetterebbero a molti medesi di godere del verde  vicino casa e senza dover prendere l'auto.

IL PARCO DI VILLA TRAVERSI 


Occorre andare un po' indietro con la memoria, intorno alla metà degli anni Ottanta, quando l'amministrazione di allora stipulò con la nobile famiglia Antonia Traversi una apposita convenzione per l'apertura al pubblico e la fruizione del parco della omonima villa che discende dalla collina che domina Meda. Convenzione utile allora e ancora di più ai giorni nostri, dato l'invecchiamento della popolazione, la progressiva e drastica riduzione degli spazi verdi raggiungibili a piedi e lo svuotamento del nostro centro storico. Ma quella convenzione, stipulata e quindi entrata in vigore non trovò mai effettiva attuazione perché l'amministrazione non onorò mai l'impegno di dare sistemazione a percorsi, manutenere alberature e arredi lungo di essi e occuparsi di quanto potesse ancora essere necessario per rendere fruibile un parco urbano di dimensioni pur ridotte.
La convenzione fu in quel momento il punto di arrivo di una volontà politica che pensava che l'ente Comune dovesse occuparsi di ogni cosa che sapesse di ricreativo o culturale e gestire in proprio tutto ciò che ne era connesso, ma erano già evidenti le criticità di questa visione. 
Comunque poco importa se la mancata attivazione della convenzione di allora fu dovuta a ripensamenti, mancanza di risorse o quant'altro, perché rimane il fatto che nonostante la grande apertura e disponibilità della famiglia Antona Traversi verso la città e le sue istituzioni, allora come in tutti questi anni ormai trascorsi, i medesi non hanno potuto godere di quell'accordo e di quel parco nel cuore della città.

Ora è il caso che l'amministrazione che guida la città provi a rinnovare, oltre trent'anni dopo, il tentativo, con intenzioni più serie di allora, di concludere un accordo nello stesso spirito di collaborazione di un tempo. Posto che la disponibilità e la sensibilità della proprietà verso la città è sempre stata alta. Almeno il tentativo andrebbe fatto, posto che ne godrebbero i medesi che hanno maggiore necessità di godere del verde, della natura o semplicemente della frescura estiva, considerato peraltro che anche questi beni sono ormai a rischio per molti, o perché sempre più a pagamento, esclusivi oppure oggetto di politiche di esclusione attuate in varie forme: ingressi a pagamento, parcheggi salati nelle vicinanze, ecc.

Un parco pubblico nel cuore della città non risponderebbe solo a esigenze ecologiche e di vivibilità ma contribuirebbe anche a garantire beni che si stanno perdendo nelle forme che abbiamo conosciuto. Anche se si tratta di aria buona e ristoro dal caldo ci sta sfuggendo sotto gli occhi che anche essi, come molti di quelli “comuni”, stanno diventando sempre di più a pagamento e per pochi.

LA ZOCA DE' PIRUTITT 

Più recenti le vicende che hanno portato all'abbandono della Zoca de' Pirutit, restituita alla natura rispetto a come è stata conosciuta dai medesi fino a non molti anni fa per via di vicende giudiziarie seguite alle improvvide e arroganti iniziative della prima amministrazione Taveggia a danno della proprietà. Quelle "iniziative" furono sconfessate in ogni grado di giudizio per via dell'abuso delle funzioni e delle prerogative dell'ente Comune.  Come era del resto prevedibile fin dall'inizio.
Le conseguenze di parecchie scelte di quegli anni, approssimative per usare un eufemismo, continuarono a pesare assai negativamente sulla vita dei medesimi per gli anni a venire e in diversi casi pesano ancora oggi. 
La vicenda della Zoca è solo una di queste: la proprietà, espropriata nei suoi diritti, ha interrotto, comprensibilmente, ogni rapporto con l'istituzione e con chi quello spazio e le strutture connesse aveva organizzato e curato. Nella sostanza ci hanno rimesso i medesi.
Chi non ricorda - sono passati del resto solo pochi anni - cos'è stata la Zoca per diversi decenni: luogo di ritrovo quotidiano per molti, di aggregazione per amici di ogni giorno e per coloro che vi si recavano saltuariamente, di sosta durante passeggiate brevi e lunghe arrivando dalla città o dai sentieri della brughiera. È stato anche il luogo per molti ragazzi di prendere per la prima volta una canna da pesca in mano, magari in occasione dei giochi della gioventù di un tempo, e anche il luogo per molti insegnanti di educare i bambini alla scoperta della natura. Perché la vita quotidiana in quel luogo, il costante lavoro di manutenzione dei molti volontari che vi si dedicavano ogni giorno e strutture e arredi che la costituivano non offendevano il contesto più selvatico che la circondava e che oggi la sovrasta, lasciando a chi capita nei pressi un senso di abbandono e di angoscia per quello che resta.
La Zoca è stata queste cose e molte altre ancora. E che possa tornare ad esserlo rimane in tutti quanti solamente una speranza. 
Ora l'amministrazione potrebbe, anche in questo caso, almeno "provarci" a confrontarsi con la proprietà, avendo in mente una qualche forma di ritorno a ciò che era, cercando di ragionare con essa su cosa sarebbe possibile fare e a quali condizioni.
Tenendo ovviamente conto che ciò che è stato non si conciliava e non si concilia con il nostro contratto sociale che sacrifica la proprietà privata solo nei casi di evidente necessità pubblica. E anche del più importante bene di tutti. Certo che non ci sogniamo minimamente di immaginare che l'amministrazione debba vendersi l'anima per vedere poi stravolto quel luogo e/o ciò che lo circonda. Troppe amministrazioni che si sono succedute in questi anni lo hanno fatto e in troppe occasioni.
Non è affatto quindi il caso di immaginare scambi che possano avere un impatto negativo sulla natura di quel luogo e di quella della brughiera intorno. 
Tanto più che oggi quest'ultima è finalmente tutelata da un parco regionale e quindi interessa anche una istituzione dalla cui volontà non si potrà prescindere. 
Non manca peraltro chi preferisce, all'opposto, che la Zoca torni completamente alla natura di un tempo lontano, posizione certo eticamente condivisibile per alcuni versi, ma certo i medesi non hanno sofferto nei decenni passati per mostri ecologici o danni ambientali per la presenza delle strutture che erano "la Zoca".
La proposta è quindi per un tentativo di approccio Comune-Proprieta che restituisca ai medesimi quel luogo per ciò che era, anche se magari, forse necessariamente, in forme giuridicamente e concretamente diverse. E comunque sostenibili. Per giovare a tutti i medesi, e come per il parco urbano di Villa Traversi che poteva essere e non è stato, in particolare a coloro che sono più fragili e non possono abitualmente frequentare nel week-end un green per giocare a golf o esclusive palestre e spa lontane e costose.